Al Cannes Lions, i grandi attori del settore pubblicitario hanno dichiarato che l’adozione dell’AI generativa rappresenta un’integrazione e non una sostituzione delle competenze umane. Il messaggio è chiaro: l’automazione non uccide la creatività, ma la ristruttura. Le agenzie che la inseriscono nei processi in modo organico ottengono vantaggi in termini di velocità, testing e varietà di output. Tuttavia, la piena efficacia si raggiunge solo con una governance solida, basata su regole interne e competenze distribuite. L’AI funziona meglio quando non è delegata completamente, ma usata come partner operativo. Questo nuovo equilibrio ridisegna i ruoli, spostando il valore dall’esecuzione all’orchestrazione. Le aziende che costruiscono questo rapporto collaborativo evitano derive meccaniche e preservano la componente umana come leva distintiva.
Leggi l’articolo originale “How the advertising industry plans to coexist with generative AI” su: Fastcompany


