
Alcuni cantieri sono fermi da anni, altri proseguono con lentezza. In questo quadro si inseriscono i progetti incompiuti o in stallo. Facciamo il punto della situazione.
#1 Laboratorio di quartiere a Ponte Lambro: in attesa di riconversione in studentato

In via Uccelli di Nemi sorge la struttura progettata da Renzo Piano nei primi anni Duemila, pensata come centro civico e culturale per la periferia est. I lavori furono avviati nel 2011 con anni di ritardo rispetto al progetto originario, ma nel 2015 si sono stati interrotti per inadempienze dell’impresa esecutrice. L’edificio, rimasto incompiuto, è stato occupato abusivamente fino allo sgombero del 2022 e da allora è rimasto chiuso e degradato. Nel 2021 era stato approvato un piano di fattibilità che lo destinava a studentato, ma senza sviluppi concreti.

Ora però la giunta ha dato via libera alla proposta di Ge City per trasformarlo in residenza universitaria da 200 posti, con 70% delle camere a tariffe convenzionate. L’avviso pubblico è previsto a settembre 2025, con concessione della durata di 37 anni. La fase di progettazione e lavori durerà due anni, con avvio previsto entro fine 2026 e un costo complessivo salito a oltre 11 milioni di euro.
#2 Palazzine liberty in viale Molise: aperto bando per riqualificazione

Il complesso di edifici degli anni Trenta, ex sede dell’Annonaria, è rimasto a lungo in stato di abbandono e occupazione, fino allo sgombero definitivo del 2021. Situate accanto all’area dell’ex Macello, oggi interessata dal progetto Aria, le palazzine rappresentano un nodo irrisolto della rigenerazione di Calvairate. Dopo anni di inattività, nel 2025 il Comune ha aperto un bando pubblico per raccogliere proposte alternative a quella avanzata da Redo Sgr a fine 2024, con scadenza fissata al 17 settembre. La concessione sarà di 90 anni e prevede la riqualificazione integrale con destinazione a uffici e commercio, tranne per il civico 68 che sarà destinato per sei anni a funzioni socio-culturali e ricreative. L’operazione, considerata strategica, mira a integrare gli edifici nel nuovo quartiere Aria e accanto alla futura Biblioteca europea, dando finalmente un utilizzo stabile a spazi storici oggi ancora chiusi.
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#3 Urban Park a Porto di Mare: l’inaugurazione mancata nel 2023

L’area della ex discoteca Karma, demolita dopo anni di inattività, è stata assegnata nel 2022 alla società Social Music City tramite una concessione trentennale di 6.100 metri quadrati. Il progetto da 11 milioni di euro, denominato Urban Park, prevede un polo sportivo e culturale con piscina e anfiteatro urbano, aree eventi coperte e scoperte, campi da padel, accademia e spazi espositivi.
Dopo i primi interventi di demolizione e disboscamento il cantiere si è però fermato. A dicembre 2023 è stato presentato il piano di bonifica dei terreni, che attende ancora l’approvazione della Conferenza dei Servizi. Senza questo passaggio non è possibile avviare i lavori. L’inaugurazione era prevista per l’estate 2023, ma oggi non esiste una nuova scadenza.
#4 Piazza d’Armi a Baggio: la sua sorte resta incerta

Un’area di circa 400 mila metri quadrati tra via delle Forze Armate e la caserma Santa Barbara attende da anni di essere riqualificata. La società Invimit, proprietaria dei terreni, ha stabilito che il 75% dovrà rimanere a parco urbano, mentre 135 mila metri quadrati saranno edificabili. Nel 2023 si è chiusa la fase di manifestazioni di interesse, con diversi operatori privati che hanno presentato offerte preliminari, ma nessuna proposta concreta è stata successivamente depositata.

La proprietà ha anche deciso di mettere in vendita il 70% delle quote mantenendo il 30%, in attesa di un partner interessato. Intanto l’area continua a essere un grande spazio verde spontaneo, privo di manutenzione e senza funzioni riconosciute. La sua sorte resta incerta, tra richieste di difesa ambientale e piani di valorizzazione immobiliare che finora non si sono tradotti in realtà.
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#5 Dropcity alla Stazione Centrale: progetto ridimensionato e attivato parzialmente

Gli ex magazzini raccordati sotto la Stazione Centrale, per decenni in stato di abbandono, sono stati oggetto di un progetto di recupero denominato Dropcity a firma dell’architetto Andrea Caputo. L’iniziativa, gestita da Nhood, ha previsto la riqualificazione di 28 gallerie per trasformarle in hub di architettura e design. Dal 2025 una parte è stata aperta al pubblico con mostre, installazioni, workshop e conferenze, coinvolgendo studenti e professionisti.

Diciotto tunnel sono già stati sistemati con pavimentazioni nuove, illuminazione, materioteca e una biblioteca pubblica, mentre altri restano da completare. L’apertura di spazi temporanei ha segnato un passo avanti, ma il progetto complessivo è ancora lontano dal completamento. Le ambizioni iniziali sono state ridimensionate, ma Dropcity rappresenta oggi un polo culturale in crescita e un primo esempio di riuso dei magazzini ferroviari.
#6 Parco Amphitheatrum Naturae a Porta Ticinese

Il Parco Amphitheatrum Naturae interessa l’area dell’ex anfiteatro romano di Milano, tra via Arena e via Conca del Naviglio, destinata a diventare il più vasto parco archeologico cittadino. I lavori, avviati nel 2019, sono stati rallentati da problemi finanziari, ritrovamenti e complessità progettuali, ma hanno consentito di ricostruire il perimetro originario dell’arena e la pusterla medievale dei Fabbri. L’intervento ha comportato anche la chiusura del Vivaio Riva, attivo dagli anni Venti, per lasciare spazio al “Colosseo Verde”, un progetto di land art firmato da Attilio Stocchi con 1.700 mq di cespugli sagomati e una cornice di cipressi a evocare le antiche mura.
A fine agosto 2024 l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi aveva annunciato la conclusione dei lavori per l’estate 2025 e la possibilità di ospitare fino a 2.000 persone in eventi all’aperto. La scadenza non è stata rispettata e i cancelli restano chiusi: l’area, pur oggetto di interventi visibili, non ha ancora una data ufficiale di inaugurazione e continua a essere una delle incompiute più emblematiche della città.
#7 Piazzale Loreto: progetto Loc messo in stand-by

Arriviamo infine a un progetto più recente, atteso dall’avvio dei cantieri più volte, ma sempre rimandato. La trasformazione di Piazzale Loreto era stata inserita nel bando Reinventing Cities e affidata al progetto Loreto Open Community, guidato da Nhood e Metrogramma con altri partner. L’intervento prevede la completa pedonalizzazione della piazza, 9.200 metri quadrati di spazi pubblici e 3.900 di verde, con anfiteatro centrale, coworking, asilo, negozi e oltre 300 alberi. Il cantiere sarebbe dovuto partire nel 2023 e chiudersi entro il 2026, in tempo per le Olimpiadi invernali, ma non è mai stato avviato.

Mancano le delibere definitive della giunta e il via libera della Conferenza dei Servizi. Le recenti incertezze politiche, soprattutto sull’opportunità di prevedere molto più verde, e le valutazioni economiche hanno contribuito allo stallo. In ultima si è aggiunta la bufera giudiziaria che ha colpito il settore delle costruzioni. A oggi il progetto rimane fermo e la grande porta d’accesso a Corso Buenos Aires non ha ancora visto avviarsi i lavori di riqualificazione.
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L’articolo Milano in stallo: le sette grandi opere ancora in alto mare è stato pubblicato su Milano Città Stato.











